Corso HACCP

Corso HACCP

Il Corso HACCP sull’igiene alimentare è rivolto agli Addetti e ai Responsabili dell’autocontrollo nelle attività alimentari. Tutti i lavoratori impiegati nel settore alimentare, devono ricevere formazione in materia di igiene alimentare, secondo modalità e programmi definiti a livello nazionale dalle singole Regioni.

Il corso HACCP permette di ottenere la certificazione obbligatoria per tutti gli operatori del settore alimentare, come specificato dal decreto legislativo 155/97, “gli operatori alimentari devono assicurare che gli addetti siano controllati e abbiano ricevuto un addestramento e/o una formazione in materia di igiene alimentare in relazione al tipo di attività”.

Le tipologie di corso, strutturati in funzione della mansione svolta, sono nominati in maniera diversa da Regione e Regione ma attengono sostanzialmente a tre categorie di corsisti:

1. i Responsabili dell’industria alimentare (solitamente i titolare dell’attività);

2. gli Addetti che manipolano alimenti e bevande;

3. gli Addetti che NON manipolano alimenti e bevande.

Corsi disponibili per Corso HACCP

Corso HACCP Personale
Sessione Aperta

Corso HACCP Personale

Corso di formazione valido per: personale che manipola e non manipolano alimenti - Durata: 2 ore. Istruire gli operatori delle imprese che trattano direttamente o indirettamente gli alimenti

Corso HACCP Personale

30

settembre
Come partecipare
Video Conferenza

Corso HACCP

Il Corso HACCP fornisce una concreta panoramica sulle normative e sulle sanzioni che regolamentano il settore alimentare. Inoltre, indica le linee guida per i corretti comportamenti e procedure, atte a garantire un’adeguata igiene alimentare. Il Corso HACCP ha una durata di 4 ore per gli Addetti e di 8 ore per i Responsabili ed ha una periodicità di aggiornamento variabile per Regione:

Lombardia, Trentino Alto Adige, Veneto: l’aggiornamento è indicato nel Manuale HACCP, come stabilito dal titolare dell’attività alimentare. La periodicità di aggiornamento consigliata è di 2 anni;

Friuli Venezia Giulia, Basilicata, Sardegna: aggiornamento ogni 2 anni;

Emilia Romagna, Campania, Piemonte, Abruzzo, Calabria, Marche, Sicilia, Umbria, Valle D’Aosta: aggiornamento ogni 3 anni;

Liguria, Puglia: aggiornamento ogni 4 anni;

• Molise, Toscana: aggiornamento ogni 5 anni.

H.A.C.C.P. è l’acronimo per la locuzione inglese Hazard Analysis and Critical Control Points traducibile in italiano con sistema di analisi dei rischi e di controllo dei punti critici.

Il sistema HACCP è stato introdotto dalla NASA nelle sue missioni spaziali negli anni ’60 con il fine di avere la certezza che gli alimenti messi a disposizione degli astronauti fossero sempre salubri e che non nuocessero alla salute. Si tratta di un sistema di controllo preventivo della filiera alimentare con lo scopo di garantirne la sicurezza dal punto di vista dell’igiene degli alimenti stessi e dal punto di vista della salute dei consumatori finali. Deriva da una normativa europea che ha modificato in modo sensibile l’impostazione della filiera produttiva delle imprese che producono trasformano immagazzinano o somministrano alimenti.

Con questo sistema, pertanto tutte le aziende devono compiere due azioni importanti:

• Individuare all’interno del proprio processo produttivo i pericoli che possono compromettere la salubrità di un alimento, dal ricevimento delle merci fino al suo consumo;

• Adottare le necessarie misure preventive e di controllo per garantire la sicurezza dei vari alimenti.

Analogamente a quanto accade nel mondo della sicurezza del lavoro, nel sistema HACCP l’analisi dei rischi è il fondamento su cui si sviluppa l’intero procedimento. I vari processi di lavorazione (fabbricazione, trasformazione, confezionamento, deposito, trasporto, distribuzione, preparazione, manipolazione, vendita e somministrazione), problematici sotto il punto di vista di una possibile contaminazione biologica, vengono monitorati sistematicamente al fine, non solo di individuare i fattori di rischio, ma di procedere alla loro regolarizzazione.

I principi su cui si basa l’elaborazione di un piano HACCP sono sette:

1. Identificare ogni pericolo da prevenire, eliminare o ridurre in tutte le fasi di produzione di un alimento, a partire dal suo allevamento o coltivazione, per arrivare al consumo. Verificare la probabilità che il pericolo diventi reale e quale potrebbe essere l’entità del danno sull’uomo;

2. Identificare i punti critici di controllo (CCP - Critical Control Points) della filiera nelle fasi in cui è possibile prevenire, eliminare o ridurre un rischio;

3. Stabilire, per questi punti critici di controllo, i limiti critici che differenziano l’accettabilità dalla inaccettabilità. Possono essere stabiliti dalle normative di settore oppure provenire dalle buone pratiche di lavorazione che garantiscono la sicurezza degli alimenti;

4. Stabilire e applicare procedure di sorveglianza efficaci nei punti critici di controllo. Ogni azienda implementa il proprio piano di monitoraggio, tuttavia esistono alcuni punti fondamentali che caratterizzano tutti i sistemi HACCP: - caratteristiche dei fornitori; - verifica della conservazione dei prodotti; - registrazione delle temperature di conservazione; - procedure di lavorazione contenenti specifiche di tempi e modi; - pianificazione del controllo delle condizioni igieniche.

5. Stabilire azioni correttive in caso di non conformità di punto critico (superamento dei limiti critici stabiliti) che devono essere:

- Eliminazione della causa che ha portato alla non conformità;

- Verifica dell’avvenuto ritorno alla normalità;

- Stabilire le azioni correttive da adottare nei confronti di quegli alimenti che sono stati prodotti nel momento di scostamento del CCP;

- Registrare l’evento e specificare quali misure sono state adottate;

- Eventuale revisione delle misure di prevenzione, con l’implementazione di altre modalità efficienti.

6. Stabilire le procedure da applicare regolarmente per verificare l’effettivo funzionamento delle misure adottate. La frequenza con cui verranno eseguite le verifiche va segnata nel piano di autocontrollo.

7. Predisporre documenti e registrazioni adeguati alla natura e alle dimensioni dell’impresa alimentare, al fine di permettere agli enti governativi di constatare l’effettiva applicazione del piano di autocontrollo. La documentazione va firmata dal Responsabile del piano di autocontrollo.

Ora che sai cos’è l’HACCP e che conosci la disciplina che regola il sistema di autocontrollo, non ti resta che ottimizzare e migliorare le tue prospettive occupazionali nell’industria alimentare attraverso la frequentazione del Corso HACCP

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